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Gardaland, l’incredibile avventura di Livio Furini: la storia dell’uomo che inventò il parco diventa un film

Un docufilm racconta la vita dell’imprenditore che diede vita al parco oggi proprietà del colosso Merlin. La figlia: «Fu musicista e commerciante, realizzò tutto in tre anni»

Livio Furini, personaggio eclettico e visionario, negli anni ’70 gettò le fondamenta di quello che doveva diventare il turismo e il commercio del lago di Garda, basato su divertimento, cultura, apprendimento e accoglienza. Fu ideatore, progettista e fondatore di Gardaland: lo realizzò in neanche tre anni, dal 1972 al 19 luglio 1975, data in cui avvenne l’inaugurazione. Riuscì ad acquistare i terreni per costruirvi sopra quello che poi divenne il più importante parco divertimenti d’Italia. Vi creò la società di gestione di cui divenne presidente, ma nel giro di nemmeno un anno venne estromesso dal consiglio di amministrazione e dopo qualche anno lasciò la sua creazione. Oggi il parco è proprietà del colosso inglese Merlin Entertainments, con presenti i marchi mondiali del divertimento e oltre mille dipendenti. Le figlie di Furini, Elena e Rossella, e la moglie Giuliana gli hanno dedicato un film-documentario per ricordare le imprese che riuscì a realizzare in pochi decenni. Il Comune, invece, gli ha già intitolato una via vicino al Santuario del Frassino.

Scomparso prematuramente

«Dopo Gardaland promosse tantissime società di gestione, di promozione e di realizzazione di parchi di divertimento e attività di strutturazione del tempo libero in tutta Italia. Ne abbiamo ancora i modellini. Lui puntava ad un turismo culturale e non solo di puro divertimento. Progetti che non ha mai visto realizzarsi perché osteggiati dalle giunte delle amministrazioni comunali che volevano la loro parte», racconta oggi la figlia Elena, 61enne e già docente di disegno e storia dell’arte. Livio Furini si lanciò poi anche nel commercio dei generi alimentari e fu l’imprenditore che aprì il primo supermercato del Veronese: lo fece a Peschiera del Garda, dove si era trasferito dalla sua terra di origine, Legnago, e costruì il «C+C», che rimase il market storico del paese, situato di fronte all’ospedale Pederzoli. Purtroppo Furini ebbe una vita intensissima ma molto breve: nato il 16 dicembre 1932, morì per malattia a soli 54 anni il 13 giugno 1987. Fu un vulcano di idee e lasciò alla famiglia una mole di materiale enorme.

Artista e commerciante

«Disegni, progetti, schizzi, appunti, sia fatti da lui, sia da disegnatori su commissione o da noi due sorelle, che avevamo fatto il liceo artistico e avevamo cominciato a collaborare con lui. Poi io ho fatto l’Accademia di Belle Arti e ho insegnato per molti anni – spiega la figlia Elena –. Mio papà, però, è nato innanzitutto come musicista. È stato direttore d’orchestra a Legnago, ha composto diversi brani di musica sacra e profana, eseguiti per coro ed orchestra in vari siti, quali la Piccola Scala di Milano, la chiesa di San Luca a Verona, quella di Fumane ed il Santuario Madonna del Frassino di Peschiera. D’estate lavorava per il commercio e il turismo e l’inverno, invece, lo passava a comporre brani musicali. Fu pure poeta e scrisse delle poesie musicali in dialetto anche con Tolo Da Re». Per festeggiare e omaggiare i 90 anni della mamma Giuliana compiuti il 9 ottobre, le figlie hanno organizzato la proiezione del film, (in prima assoluta e per un pubblico privato), per domani pomeriggio nella sala del centro congressi del Parc Hotel Paradiso e Golf Resort di Peschiera del Garda.

Il castello e i villaggi in costume

Il film che dura più di un’ora è stato realizzato dal regista-documentarista Paolo Cassina e vi scorreranno interviste e ricordi di collaboratori, amici e parenti di Furini. Si potrà anche vedere come sorse Gardaland, con i primi percorsi interni e le aree tematiche, come il castello medioevale all’ingresso, il trenino con il suo tunnel disneyano, il ponte giapponese sul torrente Dugale e, soprattutto, i primi villaggi in costume: quello western, degli indiani, l’africano, il percorso per i pony e altro ancora, raccontati nel documentario da Alfredo Laino, un importante scenografo napoletano di presepi, che all’epoca realizzò appunto il castello medioevale, il villaggio Africa e la grotta del trenino.

DrXXL

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